Facciamo i conti con la pesca illegale…

Ad oggi quasi un terzo della pesca mondiale risulta non tracciata. Per dare uno sguardo ai dati: nel mondo si pescano 109 milioni di tonnellate di pesce all’anno, circa il 30% in più dei 77 milioni dichiarati alla FAO da oltre 200 Paesi. Ogni anno non vengono quindi tracciati 32 milioni di tonnellate di pescato.
Questi dati sono stati rilevati da una ricerca condotta dall’Università della Columbia Britannica pubblicata su Nature Communications. Secondo questi studiosi la discordanza di dati tra l’effettivo pescato e il dichiarato dipende principalmente dalla difficoltà di tracciare alcune categorie di pesca come la pesca artigianale, di sussistenza, ma soprattutto la pesca illegale.
Daniel Pauly, uno dei principali studiosi che ha condotto questa ricerca, riassume in un’immagine a mio avviso molto esplicativa questa situazione: “E’ come se il mondo stia prelevando da un conto bancario comune senza sapere quanto sia stato già prelevato e a quanto ammonti il saldo residuo”.
Facendo riferimento al solo bracconaggio, il dato risulta allarmante: i criminali rubano 1.800 chili di pesce al secondo nei nostri oceani. Questo porta non solo danni agli ecosistemi marini, ma danneggia anche i pescatori leggittimi che seguono regole ben precise e sicuramente fondamentali per la conservazione delle riserve marine.

Anche l’Unione Europea non rimane indifferente davanti a questa problematica. Ha istituito infatti, già neghli anni ’70 una Politica Comune della Pesca (PCP)che consiste in una serie di norme per la gestione delle flotte pescherecce europee e la conservazione degli stock ittici.

Il suo obiettivo principale è gestire questa risorsa comune dando pari accesso a tutte le flotte europee in modo da garantire una competizione equa. L’UE è quindi attualmente impegnata anche nella lotta alla pesca illegale che pone i pescatori onesti in una condizione di svantaggio e indebolisce anche le comunità costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Tra le attività concrete che l’UE mette in campo troviamo:

  • garantire l’applicazione del regolamento UE per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), entrato in vigore già  il 1° gennaio del 2010,
  • permettere l’importazione dei soli prodotti della pesca in mare dichiarati legali dallo Stato di bandiera competente o dal paese esportatore,
  • rendere pubblica la lista dei pescherecci che praticano la pesca INN basandosi sulle segnalazioni delle organizzazioni regionali di gestione della pesca,
  • sanzionare gli operatori dell’UE che praticano la pesca illegale
  • A prescindere dalla zona di pesca e dalla bandiera di appartenenza, gli operatori dell’UE che praticano la pesca illegale rischiano pesanti sanzioni in proporzione al valore economico delle catture.

Per approfondire di più l’argomento, potete visitare i siti:  http://ec.europa.eu/fisheries/cfp/illegal_fishing/index_it.htm e http://www.pewtrusts.org.

Da quest’ultimo è tratto un breve e originale video creato dal fumettista Jim Toomey che ben illustra la realtà della pesca illegale.

 

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Paola Vittori

Io sono Paola e mi sono unita al team Frosta lo scorso Marzo. Mi occupo di logistica e supporto alle vendite. Nel lavoro di tutti i giorni garantisco al cliente le tempistiche di consegna e le condizioni commerciali migliori. Il mio più grande talento in cucina? Bastoncini al forno!!!